I am not a whore
I am not confused
I am not going through a phase
I am not unfaithful
I am not complicated
I am not attracted everyone
I am not greedy
I am not needy
I am not sick
I am not a whore
I am not confused
I am not going through a phase
I am not unfaithful
I am not complicated
I am not attracted everyone
I am not greedy
I am not needy
I am not sick
i need a hug
or a good cry
or both
maybe a bottle
of beer.
Nessun uomo si rende conto della non eccezionalità del sessismo in Italia. Ogni donna, ragazza e bambina prova gli effetti del sessismo ogni giorno della propria vita, in modo incessante e implacabile. Sessismo è lo sguardo insistente in metropolitana, l'essere considerati esseri umani non logici o inadatti a determinati compiti fisici o intellettuali, l'essere considerate solo in base all'aspetto fisico, al vestiario o alla forma del proprio corpo, mai conforme ai modelli imposti da moda, cinema, tv e pornografia. Queste sono cose che gli uomini non sanno o che ritengono irrilevanti.
“I just want someone who can fuck me with their mind, please me with their words, and torture me with their intellect.”
—
Me haha
E se io volessi soltanto essere libera? Libera di indossare il makeup, libera di rimanere struccata. Libera di vestirmi come se stessi andando alla notte degli Oscar, libera di rimanere in tuta. Libera di fare l'amore con una ragazza, libera di fare l'amore con un ragazzo. Libera di fare l'amore con entrambi. Libera di non dover definire a tutti i costi il mio orientamente sessuale. Libera di non dovermi imporre nessuna etichetta. Perchè non posso? Perchè mi evitate di autodeterminarmi? Di esprimermi come meglio voglio? Di fare ció che in quella determinata situazione mi fa stare bene e a mio agio con me stessa?
Io non sono “etero” non sono “lesbica” o “bisex” io sono una persona. E in quanto persona rivendico il mio diritto di essere libera.
Il femminismo è diventato una moda. Le suffragette del XXI secolo combattono per non indossare il reggiseno a lavoro. Gridano in piazza a petto nudo e agitano le insegne, come delle indemoniate. Scioperano, in nome del girl power. Le grandi brand fanno sfilare le modelle con magliette in cui capeggiano scritte del tipo “We should all be feminists.” Gli esempi che mi vengono in mente sono Dior e Zadig&Voltaire, per citarne alcuni. Si respira voglia di cambiamento e di antagonismo, ma in modo sbagliato. Donne importanti si mettono in gioco per promuovere quella che ormai è una campagna. Perché è di campagna pubblicitaria che si tratta. Il femminismo non è più un movimento rivoluzionario, ma un prodotto di mercato. È diventato un’etichetta per vendere, ma c’è bisogno di pensieri radicali per cambiare il mondo. Il femminismo ha perso la sua importanza politica e le donne sono le prime vittime di questa nuova moda. Sono le clienti delle multinazionali che sfruttano l’argomento per vendere e poi non mettono in pratica quello che dicono. Le donne credono di combattere, ma in realtà sono le sconfitte numero uno, perché gridano e urlano in nome di uno stile, di un hashtag.
Oggi il femminismo ha perso potenza e si è svuotato del suo significato reale. È una lotta contro gli uomini e altre donne, e non contro il sistema e la cultura. È una lotta di piccole che resteranno piccole, perché lo stile appartiene a un individuo o a un gruppo di individui. Invece un movimento parte dal particolare per diventare universale. Soltanto così le cose potranno cambiare.
“Cosa significa “donna con le palle”? No, siamo donne, non abbiamo le palle. Abbiamo una vagina, si avete sentito VAGINA . E, in realtà, basta un calcio alle vostre care e amate palle per farvi andare a terra mentre una vagina può allargarsi dieci centimetri per far uscire un bambino dalla pancia, il che, a dirla tutta, è sinonimo di vera forza. Non ho le palle, sono forte uguale”
— About a moonlight
“Per l'8 Marzo lasciamo le mimose sulle piante, e alle Donne regaliamo ogni giorno ciò che non appassisce mai: tenerezza, rispetto e amore.”
—
Agostino Degas
“Ogni volta che la insulti. Ogni volta che la picchi. Ogni volta che decidi tu per lei. Ogni volta che la etichetti. Ogni volta che la reputi inferiore. Ogni volta, lei rimane Donna. Ma in te, in te cosa rimane di uomo?”
—
Serena Santorelli
